Venerdì dell’Addolorata

La Madre di Dio, Maria Santissima, viene ricordata con diversi titoli: alcuni ricordano dei momenti della vita terrena come “La candelora” “L’Annunciazione”, “L’Assunta”, “La Madre di Dio”; altri titoli ricordano le apparizioni dopo la Sua Assunzione: Madonna di “Lourdes”, “Fatima”, “Salette”, “Carmelo”, “Guadalupe” etc; altri titoli per chiedere l’aiuto.

Tra i titoli che ricordano la Sua esperienza terrena, c’è quello legato al nome della nostra Confraternita: “Addolorata”. La devozione verso questa icona è molto forte. In questa icona non viene presentata una Madonna con la corona da Regina, o con il Rosario d’argento o con abito splendente. Viene presentata l’immagine di una mamma che soffre e sicuramente, è per questo motivo che la si sente più vicino.

Per quanto la Chiesa ci presenti una Donna che si affida totalmente a Dio che, pur nel dolore di Madre, sa che c’è un progetto Divino su tutta questa sofferenza, la Pietà popolare, vede nella Madonna Addolorata le proprie sofferenze di Madre e sopratutto chi è mamma, si immedesima in questa “Mamma” che sente l’angoscia per il figlio.

Ancora di più la sentono vicino quelle mamme che hanno avuto la sfortuna di perdere un figlio.

Uno dei primi atti compiuti dalla nostra Confraternita fu reintrodurre la S. Messa e Processione della Madonna Addolorata, il Venerdì che precede le Palme.

In realtà questo momento non è un “invenzione” di Domusnovas, a parte che in tanti paesi sopratutto del Sud Italia, questa giornata viene solennemente celebrata.

La devozione all’Addolorata inizia nell’XI secolo prima ancora di essere istituita la celebrazione liturgica. Nel 1692 Papa Innocenzo XII, autorizzò la celebrazione dei Sette Dolori della Beata Vergine, la terza domenica di settembre.

Nel 1714, la Sacra Congregazione approvò una celebrazione dei Sette Dolori di Maria il Venerdì che precede la Domenica delle Palme e Papa Pio VII, nel 1814 estese la festa liturgica della terza domenica di settembre a tutta la Chiesa con inserimento nel calendario Romano. Fu infine Pio X che nel 1914 fissò definitivamente la data del 15 settembre giorno dopo dell’Esaltazione della Croce, con memoria non più ai “Sette Dolori” ma come “Beata Vergine Addolorata”.

Per quanto la data canonica sia il 15 Settembre, è rimasta cara alla pietà popolare il Venerdì che precede le Palme o anticamente detto “Venerdì di Passione”.

La tradizione Domusnovese chiama la processione che segue la Messa “Sa Mamma chi circara su Fillu”, che era l’espressione che la gente usava quando anticamente la processione passava tra le vie del paese. La tradizione vuole che la Madonna non troverà il figlio Gesù in questa giornata, ma il Venerdì Santo sulla Via al Calvario.

 La tradizione del Venerdì delle Palme, a Domusnovas scomparì gradualmente intorno agli anni 50′.

Il motivo, probabilmente, è legato alla sostituzione dell’antico simulacro della Madonna Addolorata, come ho raccontato nel precedente post. Forse per il fatto che la nuova statua raffigura più una Addolorata ai piedi della Croce (lo sguardo rivolto all’alto, e le mani giunte), potrebbe aver spinto a non proporre più la giornata del Venerdì di Passione. Forse anche lo spirito di “modernità” che purtroppo è stata la piaga per le tradizioni.

Come accennavo prima, dopo più di quanta anni, la nostra Confraternita ha reintrodotto questa giornata.

Rispetto a quanto ci hanno raccontato le persone anziane che hanno conosciuto questa tradizione antica, la Confraternita ha introdotto alcuni segni:

–  Il primo è che già dalla giornata del Venerdì delle Palme, per la processione partecipano, oltre alla Confraternita, i “Babalottis”, poichè questa è la prima processione penitenziale che apre ufficialmente i Riti della Settimana Santa. Oltre al significato penitenziale, l’abito da “Babalottis” diventa anche un segno di unità sia tra le due comunità parrocchiali, sia tra le diverse realtà parrocchiali che partecipando con un unico abito diventano esplicitamente un unico popolo che prega insieme;

– il secondo segno sono gli stendardi dei Cinque Misteri Dolorosi, che portati in processione dai Babalottis, formano due file ordinate che precedono la Confraternita.

Rispetto all’antica processione, non viene utilizzato il simulacro che, la notte del giovedì della Palme viene vestito a lutto (questo viene portato nella Parrocchia di S. Ignazio e rimane fino alla sera del Venerdì Santo), ma la Statua a mani giunte, che è l’Icona Titolare della Confraternita.

Dopo la processione, e dopo che i fedeli ritornano a casa, la Madonna non viene nascosta dietro l’altare come si faceva con l’antico simulacro, ma rimane esposta fino alla mattina del Venerdì Santo, nella Cappella dell’Immacolata che per l’occasione è stata preparata con dei teli rossi che coprono tutte le nicchie e i santi esposti e che, in un certo senso diventa, per una settimana, “l’alloggio a Gerusalemme” della Madonna, da cui poi partirà per accompagnare il Figlio al Calvario.

+ Roberto

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